Diario di Paul Torgal #3 - La fine
Voce della banca dati
È sbucato dal nulla. Un kraken alieno, più grande di un Ciclope. Ha aperto uno squarcio attraverso lo scafo rinforzato. Sono a malapena riuscito a prendere il mio respiratore in tempo. Gliel’avevo detto. Le avevo detto che gli altri sarebbero arrivati.
La breccia mi ha fatto sbalzare fuori dall’habitat, ed è stato a quel punto che il mostro si è voltato e si è diretto verso di me. Non appena i suoi tentacoli stavano per afferrarmi, Maida è spuntata fuori dal nulla. Aveva un seaglide in una mano e un pezzo di metallo dentellato nell’altra. Voleva macellare quella bestia, o morire provandoci. L’ultima volta che l’ho vista aveva piantato il metallo nel collo del mostro mentre questo faceva del suo meglio per scuoterla, contorcendosi nell’oscurità. Sono certo che abbia ottenuto ciò che desiderava, in un modo o nell’altro.
Poi mi è sembrato di vedere una luce, in profondità sotto di me. Speravo che magari Bart fosse nuotato via. L’ho seguita. Ora mi chiedo se ho davvero visto qualcosa. Il mio ossigeno è quasi finito. L’habitat è andato. Non riesco a vedere il cielo. Qualcosa sta sicuramente sentendo il profumo del mio sangue.